Poesie ospiti
Una
notte tacita lontana dai rumori
Tante
stelle in cielo, una grotta di pastori
E
sulla nuda paglia giace il Redentor
Oggi
come allora Sei povero tra i poveri
Sei
tra i sofferenti, gli abbandonati, gli esclusi
Tra
chi non ha più niente
Sei
il neonato che viene rifiutato
Betlemme
si ricolma in questa umanità
Che
soffre e chiede al mondo generosità
La ruggiada e la brina
Alla ruggiada volea la brina esser sorella o almen cugina:
no dice questa, Tu sei dei campi morte e rovina,
Io li ravvivo sera e mattina!!
(Grassi Celinia)
Gennaio, mette ai morti la parrucca!
Febbraio, grande e piccolo imbacucca!
Marzo, libera il sol dalla prigione!
Aprile, di bei fiori orna la via!
Maggio, tra musiche ed uccelli!
Giugno, i frutti appesi ai ramoscelli!
Luglio, falcia le messi al solleone!
Agosto, avaro assai le ripone!
Settembre, di bei grappoli e rubini!
Ottobre, di vendemmia empie la tina!
Novembre, raccoglie aride foglie in terra!
Dicembre, ammazza l’anno e lo sotterra!
(Grassi Italo)
Donare un sorriso rende felice il cuore, arricchisce chi lo riceve senza impoverire chi lo dona.
Ma il suo ricordo rimane a lungo, nessuno è così ricco da poterne fare a meno, ne così povero da non poterlo donare.
Il sorriso crea gioia in famiglia, dà sostegno sul lavoro ed è segno tangibile di amicizia, un sorriso dona sollievo ha chi è stanco.
Rinnova il coraggio nelle prove e nella tristezza è medicina.
E se poi incontri chi non te lo offre, sii generoso e porgile il tuo, nessuno ha tanto bisogno di un sorriso come Colui che non lo sa dare
(Morandi Giorgio 2011)
La Presolana
Presolana sovrana dei monti, muraglia d’argento.
Sotto il ciel di mezza notte raggiante nell’alba e nei tramonti
contro l’azzurro del firmamento, pensosa di nubi a frotte, ai meridiani orizzonti contro l’orrore delle tue grotte.
Dalle nevi estive gemon perpetue sorgive, giubilan le tue pendici sotto la romba festiva ultima e prima appari.
I figli emigranti alle contrade distanti, o Materna Presolana al figlio esule racconta tu nell’infanzia più lontana vita e sogno ciò che fu.
(Morandi Giorgio 2010)
La preghiera dei Caduti
Ai caduti di tutte le guerre, di tutte le Armi, delle forze dell’Ordine, voglio dedicare la mia preghiera.
O Signore Dio degli Eserciti
Tu, per le nostre ferite, da cui scese il sangue alla Terra, alle pietre, al fango, alla neve dovunque eravamo.
Tu, per il nostro silenzio, il nostro dolore senza volto, per il nostro respiro che cessò senza lamento nell’invocare Te.
Tu, per il lungo Calvario di ogni fratello caduto che giacque al fine riverso in quell’ora e per sempre simile a Te nella Tua stessa offerta.
Tu, per gli occhi di nostra Madre fermi nel buio, fermi nel vuoto in cui vedesti tremolare e cadere verso di Te dalle ciglia la luccicante preghiera nata dal cuore.
Tu, per le mani dei nostri figli che non sentirono più le nostre e non ebbero più guida se non di ricordo.
E Tu Madre dell’umanità pellegrina, che hai visto il sacrificio di questi Tuoi figli e nostri fratelli, che si sono spenti senza una parola di conforto senza l’aiuto dei compagni perché infuriava la battaglia.
Si sono spenti chiamando con un filo di voce la Mamma; i più forti hanno gridato “viva l’Italia”, e con il loro sacrificio non hanno permesso che lo straniero calpestasse la Terra che loro avevano innaffiato con il loro sangue, perché era sacra.
Tu Madre di Dio e Madre nostra, chiama a Te tutti i Caduti ovunque dispersi e purificati dal Tuo amore, preservali a Tuo figlio Gesù, perché siano ammessi nella Sua Gloria.
Tu, benedici e sorridi ai nostri Battaglioni, ai nostri Gruppi, alle forze dell’Ordine, ma oggi benedici e sorridi ai nostri fratelli Caduti per il bene nostro e della Patria.
(Morandi Giorgio)
La preghiera degli emigranti di Scalve
Gente di Scalve razza gagliarda, degna progene di stirpe lombarda la dura vita e il crudo inverno, dona al popolo carattere fermo.
Di sobri costumi di poche parole, cela l’angustia anche se duole se buona sorte viene col vento, rivela riserbo a cuore contento.
Nella miniera campi e boschi, lavora sodo con braccia forti e se i confini sono minacciati, dà alla patria i migliori soldati.
Poca è la terra scarsi i lavori, spinge i giovani ad andarsene fuori e se il distacco non è finale, tornano a casa verso Natale.
Dalla pineta ai valichi alpini, agli ospiti estivi non segna confini che godono appieno nella frescura, doni si belli di madre natura.
O cara valle che mi hai visto infante, non ti ho scordata neppure un istante e se la sorte mi è stata avversa, ti ho lasciato il cuore se non la testa.
Tra gli oppressi dei prepotenti, i tuoi missionari sono là presenti dai paesi arretrati la povera gente, apprende da questi il viver decente.
Famiglia lavoro e religione, fanno dei popoli compatta legione conscia che Dio i difetti assolve, e apprezza le virtù della gente di Scalve.
(Morandi Giorgio 2010)
Evoluzione del tempo
Possa la strada venirti incontro e il vento spingerti dolcemente sulla strada.
Possa il mare lambire la tua terra e il cielo coprirti di benedizioni.
Possa il sole illuminare il tuo bel viso e la pioggia scendere lieve sul tuo corpo.
Possa Gesù Bambino tenerti sul palmo della sua manina fino al nostro primo incontro e imprimere nei nostri cuori l’amore sincero, che è l’unica cosa bella che ci fa vivere la vita.
(Morandi Giorgio)
Alla Casa di Riposo ci son tanti bei nonnini, ma soprattutto son simpatici e carini.
C’è la nonna Caterina e la nonna Giacomina c’è Celinia in un cantuccio che aspetta il suo Ferruccio.
Nel loro grande iper salone, c’è chi dorme, chi gioca e chi guarda la televisione.
Noi bambini andiamo a trovarli per un poco soddisfarli e con loro chiacchieriamo e le loro esperienze ascoltiamo.
C’è chi canta vecchie storielle o chi racconta filastrocche molto belle.
Ogni mese andiamo a trovarli per poter giocare con loro e soddisfarli.
(Raineri Alessandro)
Gente di Scalve
Gente di Scalve razza gagliarda
Degna progenie di stirpe lombarda
La dura vita e il crudo inverno
Dona al popolo carattere fermo
Di sobri costumi di poche parole
Cela l’angustia anche se duole
Se buona sorte viene col vento
Rivela riserbo a cuore contento
Nella miniera campi e boschi
Lavora sodo con braccia forti
E se i confini son minacciati
Dà alla Patria i migliori soldati
Poca è la terra scarsi i lavori
Spinge i giovani ad andarsene fuori
E se il distacco non è finale
Tornano a casa verso Natale
Dalla pineta ai valichi alpini
Agli ospiti estivi non segna confini
Che godono appieno nella frescura
Doni si belli di madre natura
O cara Valle che mi hai visto infante
Non ti ho scordata neppure un istante
E se la sorte mi è stata avversa
Ti ho lasciato il cuore se non la testa
Tra gli oppressi dei prepotenti
I tuoi missionari sono la presenti
Dai paesi arretrati la povera gente
Apprende da questi il viver decente
Famiglia lavoro e religione
Fanno dei popoli compatta legione
Conscia che Dio i difetti assolve
E apprezza le virtù della gente di Scalve
(Morandi Giorgio)
Natale!!!
Ecco Natale con neve e gelo, ma nel bianco cielo un immenso splendor.
Un coro di Angeli pieno di giubili,infonde nei nostri cuori un linguaggio d'amor.
(Grassi Celinia)
Saluto alla Bandiera
Sono la terra, i monti, i mari, il cielo e tutte le bellezze che circondano l’Italia, l’aria che respiri, il sangue di chi e’ caduto
nell’adempimento del proprio dovere, la zolla che ricopre i tuoi morti, la fede, l’amore, il vibrante entusiasmo dei tuoi avi, la
fatica, l’affanno, la gioia di chi studia e di chi produce con la mente e col braccio, il dolore, il sudore, e la struggente nostalgia
degli emigrati, la tua famiglia, la tua casa i tuoi affetti più cari, la speranza, la vita dei tuoi figli sono la tua bandiera!
L’Italia la tua patria. ricordati di me, onorami, rispettami, difendimi, ricordati che al di sopra di ogni ideologia, mi avrai sempre
unico simbolo di concordia e fratellanza tra gli italiani. ricordati che finchè apparirò libera nelle tue strade, tu sarai
libero.
Fammi sventolare alle tue finestre e mostra a tutti che tu sei italiano!
(Morandi Giorgio)
Sul palmo della mano
Possa la strada venirti incontro
e il vento spingerti dolcemente
Possa il mare lambire la tua terra
e il cielo coprirti di benedizioni
Possa il sole illuminare il tuo bel viso
e la pioggia scendere lieve sul tuo campo
Possa iddio tenerti sul palmo della mano
fino al nostro prossimo incontro
(Morandi Giorgio)
E’ Natale
Una notte tacita lontana dai rumori
Tante stelle in cielo, una grotta di pastori
E sulla nuda paglia giace il Redentor
Oggi come allora Sei povero tra i poveri
Sei tra i sofferenti, gli abbandonati, gli esclusi
Tra chi non ha più niente
Sei il neonato che viene rifiutato
Betlemme si ricolma in questa umanità
Che soffre e chiede al mondo generosità
(Morandi Giorgio)
Che giovano agli estinti due lacrime e due fior,
porger dovean aiuto
quando traean la vita fra stenti e fra i dolor.
(Grassi Celinia)