La riabilitazione può
essere definita come “un complesso iter multidisciplinare finalizzato alla
reintegrazione più completa possibile delle potenzialità
fisiche, mentali e sociali del paziente”. L’obiettivo è l’autosufficienza
del paziente; nei pazienti anziani, nei quali la comorbilità è
quasi sempre presente, questo a volte non è però possibile:
la finalità del trattamento sarà quindi il raggiungimento
di un livello di autonomia funzionale il massimo possibile, compatibilmente
con le caratteristiche sociali, culturali, economiche
dove il paziente vive. La riabilitazione in Fondazione viene svolta grazie
ad un lavoro d’équipe, composta dalle seguenti figure professionali:
fisiatra, fisioterapista, massofisioterapista, medico, infermiera professionale. L’apporto di
ciascun componente diventa insostituibile e sinergico per il recupero globale
del paziente; ognuno si pone al fianco dell’altro per un unico progetto.
Il lavoro in équipe determina l’efficacia e la funzionalità
dell’attività di ogni operatore: se si vogliono offrire e garantire
prestazioni adeguate al paziente è necessario confrontarsi con gli
altri operatori del gruppo e collaborare con loro.
Ogni nuovo ospite in ingresso
viene valutato dalla fisioterapista che raccoglie anamnesi e diagnosi,
compilando la cartella riabilitativa personale del paziente,
importante strumento di lavoro in riabilitazione. Attraverso interventi
riabilitativi fisiochinesiterapici cerca di recuperare, ove possibile,
l’autonomia residua e contrastare la disabilità con l’aiuto di protesi e
ausili. Il fisioterapista accompagna, passo dopo passo, il paziente verso
il recupero, diventando per lui una figura di riferimento e di supporto.
Il paziente viene poi valutato
dal punto di vista motorio, e vengono somministrate diverse schede di valutazione.
Il nuovo ospite viene poi
visitato e valutato dal medico fisiatra, Dott. Giovanni Viganò,
durante il suo accesso mensile in Casa di Riposo; questi decide la necessità
di intervento fisioterapico, e stende il programma riabilitativo. Prescrive
protesi, ortesi e ausili ritenuti necessari per un miglioramento dell’autonomia
del paziente. Il fisioterapista sceglie poi gli esercizi corretti al fine
di raggiungere gli obiettivi posti dal fisiatra.
Settimanalmente viene svolta
una riunione d’équipe durante la quale si discutono i problemi incontrati,
i risultati ottenuti e in generale lo stato di salute degli ospiti, e insieme
si decidono le modalità d’intervento.
L'attività di fisioterapia è
presente in Fondazione dal lunedì al sabato, affiancata dall'attività di
massofisioterapia presente in struttura dal lunedì al venerdì mattina e
pomeriggio. Al mattino viene svolta ginnastica di gruppo in palestra
e trattamenti individuali per i pazienti meno compromessi; al pomeriggio
invece vengono trattati a letto i pazienti più gravi che non possono
essere portati in palestra.
A richiesta possono accedere
alla struttura anche pazienti esterni che necessitano di cure fisioterapiche
o massoterapiche.
Che significato ha la riabilitazione
in una Fondazione come la nostra?
La scarsa attività
che viene richiesta all’ospite di una istituzione favorisce l’inerzia,
la noia e la depressione; le attività da svolgere sono sedentarie
ed è richiesta minore necessità di spostamento per soddisfare
i bisogni quotidiani: si assiste quindi ad una lenta e progressiva riduzione
della mobilità dei soggetti fino al quadro della malattia ipocinetica.
Con il mantenimento di un’adeguata mobilità invece si favorisce
un migliore equilibrio, si riduce il rischio di caduta e si consente all’anziano
di restare più facilmente inserito nelle attività sociali
dell’istituzione e del territorio in cui vive.
Gli aspetti negativi
dell’istituzionalizzazione devono essere sempre contrastati attraverso
la sollecitazione costante degli anziani con vari interventi mirati a sfruttare
al massimo le funzioni residue di ciascun ospite.
Le attività
di gruppo, soprattutto se proposte in forma ludica, rappresentano un ottimo
mezzo per superare la naturale tendenza al ripiegamento su di sé
e a far riconsiderare l’importanza del prossimo. È indispensabile
che quanto viene proposto non sia imposto, ma accettato dai singoli.
Gli anziani sono scarsamente
sensibilizzati nei confronti dei benefici che l’attività motoria
comporta per l’organismo e non sono educati alla pratica dell’esercizio
fisico come prevenzione dell’ipocinesia.
Il fisioterapista in Fondazione
non svolge solo attività di riattivazione e di riabilitazione: importantissima
è anche la prevenzione di patologie secondarie e terziarie e soprattutto
delle cadute. Gli interventi riabilitativi orientati alla prevenzione in
questo caso si indirizzano verso il miglioramento prevalentemente della
forza muscolare e della coordinazione neuro-motoria inserendosi così
all’interno di quei meccanismi che inevitabilmente col tempo diminuiscono
la capacità funzionale del soggetto.
Nell’anziano sano o poco
compromesso questi interventi sono per la maggior parte aspecifici e consistono
prevalentemente in un’attività motoria di gruppo.
Oltre ai sintomi fisici
il fisioterapista deve considerare anche quelli cognitivi attraverso diverse
strategie terapeutiche.
Il Fisioterapista
Pavarini
Dott. Giordano
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